Lucio Musolino: dalle minacce al licenziamento

Lucio Musolino è stato redattore di CalabriaOra dal 2006 e attualmente è collaboratore de Il Fatto Quotidiano. Da anni si occupa di cronaca nera e giudiziaria e approfondisce i rapporti tra ‘ndrangheta e politica. La notte dell’1 agosto Musolino trova sul tavolo della veranda di casa una bottiglia di benzina avvolta da un biglietto sul quale c’è scritto: “Te ne devi andare da Reggio Calabria, smettila di scrivere di ‘ndrangheta. Segui Paolo Pollichieni e vattene, questa non è per la tua macchina ma per te”. Pochi giorni prima un’altra minaccia anonima era arrivata in redazione: “perché non ve ne siete andati anche voi con Pollichieni, non pensate di fare un giornale come prima, i soldi li mettono gli editori, andate a Cuba e nemmeno lì ve lo fanno fare un giornale così”. Il 20 luglio l’ex direttore di CalabriaOra si era dimesso insieme ad altri 8 cronisti denunciando ingerenze da parte della proprietà sulla linea editoriale. Il nuovo direttore è Piero Sansonetti. Musolino denuncia che dopo il cambio di direttore sono iniziate le censure di alcuni suoi articoli in cui compariva il nome del governatore della Calabria: pezzi non pubblicati o modificati senza preavviso e senza il ritiro della sua firma. Tutto senza mai ottenere una spiegazione. A settembre, secondo Musolino, il nuovo direttore gli propone il trasferimento nella redazione di Lamezia Terme, proposta rifiutata perché equivalente a una resa alle minacce subite. Musolino pubblica un’inchiesta su un nuovo pentito di ‘ndrangheta che parla del governatore della Calabria Scopelliti. Il presidente della regione subito dopo la pubblicazione dell’inchiesta, in un’intervista a CalabriaOra con il direttore, lo ha accusato di essere “giustizialista”. Lo stesso giorno della pubblicazione di quell’intervista Molino è invitato ad Annozero, nel corso di un collegamento in diretta da Reggio. Il presidente della Regione qualche ora dopo l’apparizione di Molino e di altri colleghi calabresi, comunica all’Ansa di voler querelare il giornalista. Su CalabriaOra il giorno dopo in un editoriale dal titolo “Antimafia si, forcaioli no”, il nuovo direttore Piero Sansonetti chiama Musolino “forcaiolo” in merito ad alcune affermazioni fatte durante il collegamento da Annozero su Scopelliti e dopo poco dispone, secondo Musolino, il trasferimento del giornalista a Catanzaro. Musolino conferma all’Ansa la decisione del trasferimento e Sansonetti lo querela. Musolino va in ferie per qualche giorno. Ed ecco che arriva inaspettato il licenziamento. Musolino denuncia, oltre che l’ingiusto licenziamento, l’intrusione senza alcuna autorizzazione dal server centrale del giornale nella sua casella di posta personale e il cambiamento della password senza la quale non può più avere accesso alla propria mail e a tutto il materiale raccolto sul computer aziendale. Così come disposto dagli editori.

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Una risposta a “Lucio Musolino: dalle minacce al licenziamento

  1. Ma dove arriveremo continuando così?E’ possibile che nessuno intervenga in una situazione così incresciosa?Perchè lo Stato, la società civile non sostengono cittadini così coraggiosi?Spero che questo convegno serva ad aprire le menti dei più giovani, perchè è necessario informare per alimentare una profonda coscienza di quello che stiamo vivendo.

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