Nuove minacce a Pino Maniàci

“La sentenza è stata emessa. Non puoi attaccare tutti altrimenti ci pensiamo noi a te e alla tua famiglia”.

Con una lettera scritta a macchina, spedita da Palermo alla redazione di Telejato, arrivano le nuove minacce a Pino Maniàci, direttore della piccola emittente siciliana. Le minacce seguono un’inchiesta giornalistica su beni confiscati alla mafia nella quale si denunciava il fatto che un amministratore giudiziario avrebbe gestito una cava sottratta a una famiglia mafiosa insieme ai parenti dell’ex proprietario colpito dal sequestro.

Pino Manàci ha denunciato il fatto ai carabinieri. Le minacce arriverebbero in un momento delicato di riorganizzazione delle cosche mafiose in quello che viene considerato un territorio ad alta densità mafiosa, dopo anni di guerra per il controllo del territorio tra la famiglia Fardazza-Vitale e gruppi legati ai Lo Piccolo.

Pino Maniàci e la sua redazione non hanno alcuna intenzione di cedere alle intimidazioni ma continueranno a svolgere quotidianamente il lavoro dalla loro piccola emittente. televisiva: “Continueremo a raccontare cosa è Cosa nostra, come agisce, quali sono gli intrecci e le alleanze, quali sono gli appoggi di cui gode”.

Leone Zingales, presidente del gruppo sicilianio dell’Unione nazionale cronisti italiani ha chiesto “alle forze di polizia di fare luce in tempi brevi sull’episodio e di adottare tutte le iniziative per garantire a Pino Maniàci e alla redazione di Telejato la serenità necessaria per potere svolgere il lavoro giornalistico”.

In un’intervista pubblicata su Antimafia Duemila il 13 ottobre Maniàci ha dichiarato: “Per me è fondamentale mantenere i riflettori sempre accesi. Devo tenere alto l’impatto mediatico perché il vero pericolo arriverà quando poserò il microfono. Nella vita ci sono tante cose indecifrabili ma io ho una certezza: la mafia non dimentica”.

Il  nostro impegno deve essere quello di fare in modo che i riflettori non si spengano su Telejato, su Pino Maniàci e sul suo lavoro.

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2 risposte a “Nuove minacce a Pino Maniàci

  1. Ecco che ci risiamo. In Sicilia se un giornalista fa bene il suo lavoro viene avvicinato, intimidito, invitato a smettere.
    Sono vicino a Pino Maniàci. Continua il buon lavoro svolto fino adesso.
    Spero di poterti sentire qui a Urbino l’11 novembre, ascoltare ancora la tua esperienza, oggi se possibile ancora più attuale, e esprimerti da vicino tutta la mia vicinanza.

    BUON LAVORO!

  2. Perchè non si dice nulla in tv? Quello a Maniàci o a un altro giornalista è meno grave di un attentato a Belpietro per il quale i nostri politici hanno speso parole di solidarietà? Qualche giorno fa leggevamo anche su questo sito dei 400 cronisti minacciati in Italia. Perchè non se ne parla? Forse occorrerebbe dar più spazio a queste notizie per comprendere meglio in che contesti si lavora soprattutto in alcune zone del Paese.
    Pino continua il tuo importante lavoro di INFORMAZIONE LIBERA!

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