Alberto SPAMPINATO

Ha lavorato all’Ora, poi all’Ansa, dove attualmente è quirinalista. É il direttore e il fondatore di “Ossigeno per l’informazione”, l’osservatorio permanente della FNSI e dell’Ordine dei Giornalisti sui cronisti italiani minacciati e sotto scorta e sulle notizie oscurate con la violenza.

Nel libro C’erano bei cani ma molto seri (Ponte alle Grazie, 2009) ha raccontato la storia di suo fratello Giovanni, corrispondente de L’Ora da Ragusa, ucciso il 27 ottobre 1972, all’età di 25 anni mentre rivelava in un’inchiesta il torbido intreccio fra eversione nera, malavita e mafia in quell’angolo di Sicilia.

Nel 2007 ha lanciato la proposta di un osservatorio permanente sui cronisti italiani minacciati e sotto scorta e sulle notizie oscurate con la violenza e con questo programma è stato eletto consigliere nazionale della FNSI.

Ha scritto anche: Il giorno che uccisero mio fratello, in Vite ribelli (Sperling e Kupfer, 2007); La lezione di Ciampi (Rubbettino, 2006); Missili e mafia, con Paolo Gentiloni e Agostino Spataro (Editori Riuniti, 1985) e Operazione Milazzo (Flaccovio 1979).

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